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MANIFATTURA

Ogni Creazione ha la sua gestazione: sette giorni per l’Universo,
nove mesi per una nascita, tre anni per la Cappella Sistina.

Quanto occorre per fare una camicia?

Un giorno. Anzi, in poche ore un macchinario industriale
ve ne può sfornare una decina, tutte uguali e pensate per indossatori indistinti.

Quanto occorre, invece, per realizzare “la” camicia?

Un capo che sia solo vostro, del quale apprezzare ogni rifinitura,
e che soddisfi esigenze peculiari ed unicità estetiche.

Ventuno giorni.

Il tessuto viene calato per dodici ore in acqua calda a temperatura costante, affinché non risenta dei futuri lavaggi.

Una volta asciugato e stirato, conosce la lama delle forbici che sagomano il collo: partendo da questo dettaglio, certamente il più importante e personale, si imbastisce la costruzione del prototipo.

Arriva quindi il momento di una prima prova, per poter ricavare correttivi e miglioramenti (estetici e pratici) direttamente sul corpo di chi indosserà la camicia.

Un tempo lungo e denso, durante il quale il dio di forbici e cartamodelli siede paziente al suo banco di lavoro, mette mano a tutti i dettagli, e si trasforma nel buon Dio dell’Eleganza.

Scegliere un tessuto, innanzitutto.

Far corrispondere ad esso i modelli desiderati: del collo, dei polsi e dei bottoni. Adesso il bozzetto è pronto, ma per poterlo trasferire dalla mente del sarto alle pelle di chi la indosserà occorrono ancora molti passaggi.

La camicia fatta a mano prende così la sua forma. Ma per essere indossata ha bisogno ancora di due ciliegine, guarnizione e biglietto da visita di questa complessa torta di alta pasticceria.

A seconda di preferenze e gusti, possono essere cucite a mano le iniziali. Maiuscole o minuscole, corsive o stampatelle, in doppio colore o tono su tono, la gamma dei possibili ha la fantasia per tavolozza.

Per i bottoni, invece, scegliamo solamente la migliore madreperla australiana.

Il modello di prova viene scucito, la camicia ritorna ad essere strisce di tessuto che hanno senso solamente per gli occhi e per le mani dell’artista. Il sarto ora pesca nel suo bagaglio di esperienza, ed infila nelle crune i più pregiati fili di tecnica ed estro.

Al corpo-camicia vengono aggiunte e rifinite le singole parti, con particolari attenzioni per le spalle, lavorata e poi arricchite “a mezzo punto”, la pistagna, il giromanica e l’interno manica, e per la cucitura e sagomatura dei fianchi, l’interno del collo e dei polsi, le pieghe degli orli, i travetti (che raccordano e rinforzano le maniche) e le asole.

Sono passati ventuno giorni, la gestazione è finita e la camicia è pronta.

La Creazione è pronta per camminare nel Creato.
Ogni suo dettaglio restituisce il senso del Divino artistico sartoriale napoletano.